Statistiche Centro di Ascolto
Il numero complessivo dei colloqui effettuati dal nostro Servizio per un sostegno socio-educativo, nell'anno 2010 è stato pari a 423.
Dall'analisi della casistica, si osserva che ancora una volta sono le madri sole quelle che si rivolgono principalmente al nostro Servizio.
Precisiamo che il nostro Centro d'Ascolto ha offerto specifica attenzione e riguardo alle giovani famiglie e ai nuclei monogenitoriali che con il perdurare della crisi, che ha investito il nostro paese, sono state maggiormente colpite (termine della cassa integrazione, disoccupazione, sfratti, perdita degli alloggi…).
RISCHI I.V.G. (INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA)
I casi seguiti in cui vi era rischio di I.V.G. nel 2010 sono stati 57, di cui 52 hanno comportato con certezza il salvataggio, sia attraverso il sostegno morale e psicologico fornito attraverso i colloqui di presa in carico, sia mediante l’attivazione di Aiuti Vita (adozioni prenatali a distanza).
Dei rimanenti casi, in 2 hanno optato per l’ I.V.G., per gli altri 3 non ci è stato possibile verificarne l’esito (n.d.), in quanto, non essendoci alla base motivazioni inerenti ad un disagio socio-economico, ma difficoltà personali e/o relazionali nell’accettazione della gravidanza, l’Aiuto Vita non è stato proposto e non abbiamo ottenuto un feedback dalle interessate.
Le principali motivazioni che hanno condotto alla presa in considerazione dell’interruzione di una gravidanza non programmata non vedono una netta separazione tra donne italiane e straniere, se non per il fatto che, già alla prima gravidanza, le donne italiane prendono in considerazione la possibilità di abortire, soprattutto a causa di un maggior ritardo nell’acquisizione di una vita sentimentale e lavorativa stabile; le donne straniere invece sono più indotte a fare questo tipo di considerazioni raramente al 2° figlio e più spesso al 3° o 4°.
Pertanto, abbiamo rilevato come una costante il dato che, se per le donne straniere è maggiormente discriminante un aiuto di tipo economico, per le italiane invece è fondamentale la presenza di una relazione stabile con un partner con cui poter condividere l’impegno di una scelta “difficile”, essendo maggiormente sentita sia la limitazione alla propria realizzazione personale e professionale, sia la responsabilità di privare il bimbo della figura paterna.
Solo la presenza, l’accettazione ed il supporto materiale e morale della famiglia di origine riescono in parte a rendere più tollerabili questi due rischi.
In generale, le motivazioni più strettamente materiali e logistiche (situazione economica sfavorevole, lavoro a rischio con conseguente perdita della propria autonomia) spesso ne celano altre ben più profonde, di qualità più strettamente relazionale (relazione di coppia instabile e/o conflittuale), come testimonia la maggiore accettazione di una scelta coraggiosa nelle situazioni oggettivamente più disperate.
Considerando le caratteristiche salienti delle donne che si sono rivolte al nostro Servizio richiedendo un colloquio di aiuto nel processo decisionale in atto, si è avuto un maggior accesso di donne che avevano già fatto ricorso in precedenza ad una I.V.G., sia tramite l’intervento classico che con l’impiego della RU486, di donne molto giovani sole, ma anche di nuclei familiari al loro 3° o 4° figlio, nonostante le precarie condizioni materiali di vita degli stessi.
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