Statistiche Centro di Ascolto


Il numero complessivo dei colloqui effettuati dal nostro Servizio per un sostegno socio-educativo, nell'anno 2013 è stato pari a 404.

Dall’analisi della casistica, si osserva che ancora una volta sono le madri sole quelle che si rivolgono principalmente al nostro Servizio, ma che le coppie in disagio sono in notevole aumento.
Fra le problematiche riportate, ciò che accomuna la maggior parte delle famiglie che si rivolgono al S.A.V. in primo luogo vi è la mancanza del lavoro e il disagio alloggiativo.

RISCHI I.V.G. (INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA)

I casi seguiti in cui vi era un rischio di i.v.g. nel 2013 sono stati 40, di cui 34 hanno comportato il salvataggio, sia tramite il sostegno morale e psicologico fornito attraverso i colloqui di presa in carico, sia mediante l’attivazione del Progetto Aiuto Vita (adozione prenatale a distanza).

Dei rimanenti casi, in 3 hanno optato per l’I.V.G. e negli altri 3 casi si è verificato un aborto spontaneo (i.s.g.).
Le principali motivazioni che hanno condotto alla presa in considerazione dell’interruzione di una gravidanza non programmata continuano a non vedere una netta separazione tra donne italiane e straniere, se non per il fatto che, già alla prima gravidanza, le donne italiane prendono in considerazione la possibilità di abortire, soprattutto a causa di un maggiore ritardo nell’acquisizione di una vita sentimentale e lavorativa stabile; le donne straniere invece sono più indotte a fare questo tipo di considerazioni già al 2° figlio e più spesso al 3° o al 4°.
Pertanto abbiamo rilevato come una costante il dato che, se per le donne straniere può essere maggiormente discriminante un aiuto di tipo economico, per le donne italiane invece è fondamentale la presenza di una relazione stabile con un partner con cui poter condividere l’impegno di una scelta “difficile”, essendo maggiormente sentita sia la limitazione alla propria realizzazione personale e professionale, sia la responsabilità di privare il bambino della figura paterna.
Solo il supporto materiale ed affettivo della famiglia di origine riesce a rendere più tollerabili questi rischi ed a ricreare un contesto di vita accogliente che consenta alla donna di riprogettare una nuova fase della propria esistenza comprendente anche il bambino, al di là della scelta successiva del partner di farsi carico o meno della propria paternità.
Non di rado le motivazioni più strettamente materiali e logistiche (situazione economica ed abitativa precaria, lavoro “a rischio”, con conseguente perdita della propria stabilità ed autonomia) spesso ne celano altre più profonde, di qualità più strettamente interiore o relazionale (scarsa conoscenza delle proprie potenzialità e risorse, rapporto di coppia instabile o conflittuale); per questo il più delle volte l’accettazione del bambino può avvenire anche in situazioni oggettivamente difficili e complesse, coniugando il nostro aiuto materiale ad un supporto psico – affettivo almeno per tutta la durata del 1° anno di vita del bimbo e/o fino alla risoluzione delle criticità di vita presentate.
Considerando le caratteristiche più di tipo “sociale” delle donne che si sono rivolte al nostro Servizio richiedendo un colloquio per essere aiutate a discernere tra opposte istanze nel processo decisionale in cui sono coinvolte, è continuato un maggiore accesso di donne che avevano già fatto ricorso in precedenza ad una o due I.V.G., sia tramite l’intervento classico che con l’impiego della RU486, di donne molto giovani lasciate sole dopo la comunicazione al partner dello stato di gravidanza, ma anche di nuclei familiari stabili al loro 3° o 4° figlio, nonostante le precarie condizioni materiali di vita; infine, solo una minima parte di esse stava utilizzando un metodo contraccettivo, non correttamente impiegato, mentre la maggior parte di esse non stava impiegando nessun metodo anticoncezionale.

Ricordiamo che ci è possibile attivare progetti di Aiuto Vita nella misura in cui vi sia disponibilità da parte del nostro Servizio di tali offerte, con specifica causale, pervenuteci da parte di privati.