|
|
La nostra storia
|
Nel 1978 Mons. Franco Fregni, Vicario per la Pastorale
della Famiglia, insieme all'allora Cardinale Poma e a Mons. Cocchi, fu il
promotore di una prima risposta ai problemi legati alla Vita nascente,
soprattutto in condizioni di maternità difficili.
Erano gli anni delle forti ideologie abortiste, delle scelte sofferte,
delle ribellioni e delle colpevolizzazioni.
Occorreva dare segnali concreti e Mons. Fregni aprì un piccolo Punto di
Ascolto con l'aiuto di alcuni volontari, in una sede provvisoria e con
strumenti minimali nel centro storico di Bologna.
L'obiettivo che animava questo piccolo gruppo di persone era quello di
rendere tutti sensibili e partecipi nei confronti della Vita, dono del
Signore, al di là e al di sopra delle singole situazioni, delle scelte
personali e degli orientamenti culturali e sociali, esprimendo con forza
il diritto di ogni essere di affacciarsi alla Vita.
|
|
Il primo statuto configurò il S.A.V. come una Libera Associazione formata
da una quindicina di soci.
Successivamente, il Servizio potenziò le sue attività grazie alle
risposte di persone generose che offrivano, in comodato gratuito, piccoli
appartamenti che permisero di aumentare la possibilità di accoglienza
temporanea fino al raggiungimento dell'attuale numero di
gruppi-appartamento che è salito a dieci.
I rapporti con l'Ente Pubblico trovano oggi una minore distanza e si è
potuto aprire una collaborazione per cercare di risolvere insieme il
problema dell'accoglienza alla maternità in solitudine, sempre però nel
rispetto della reciproca autonomia.
Nel 1999 il S.A.V. si è trasformato da Libera Associazione, in
ONLUS, per
uniformarsi alla normativa per l'iscrizione all'Albo Regionale. Lo statuto
attuale ha raccolto e rinforzato, nella sua premessa, le indicazioni della
Chiesa Bolognese che si ispira ai principi della solidarietà umana e
cristiana nei confronti della maternità e della vita nascente.
Si è verificato, inoltre, un considerevole aumento del numero dei soci
che ora è pari a cinquanta.
|
|